mercoledì 2 maggio 2018

FRITTATA AI VIRZULÌ


Ci sono molte ricette della cucina popolare bresciana realizzate con i virzulì, un'erba spontanea il cui nome scientifico è silene vulgaris ed in italiano è conosciuta come silene, erba del cucco, strigoli, bubbolini, carletti e che ha innumerevoli denominazioni dialettali tra cui il bresciano "virzulì".
È una pianta erbacea spontanea molto comune in tutta Italia che cresce ovunque soprattutto nei prati, in prossimità dei muri e lungo le strade ma pare che negli ultimi anni se ne sia ridotta la presenza.
Emanuela mi ha spesso detto che nel minestrone dona un sapore inconfondibile e straordinario ma che è perfetta per un risotto o per una frittata.
Il risotto l'avevo preparato qualche anno fa (qui) per cui stavolta li ho usati per una bella frittata e per degli gnocchi oggetto di un prossimo post..


Quelli utilizzati per gli gnocchi li abbiamo raccolti, la Manu ed io, nel prato del giardino comune della casa dove abitiamo mentre, quelli per la frittata, me li ha portati la cugina della Manu, Grazia, che gli ha raccolti nel giardino della scuola dove lavora.
Nella realizzazione di questa frittata ho fatto tesoro dei suggerimenti dell'amica Mai (I colori della curcuma) riportati per la realizzazione della tortilla per cui è stato molto più semplice rovesciare la frittata e, soprattutto, ottenere un bordo bello arrotondato.
Lo scorso anno, sempre il 2 maggio, avevo pubblicato la ricetta della frittata con le verdure per il Calendario del Cibo Italiano by MTC a cui partecipo anche quest'anno con questa frittata.
Per me la morte della frittata è, servita tiepida, in un bel panino.




venerdì 27 aprile 2018

GINGER BEEF


L'argomento di questo mese per il Club del 27 è il Potluck - Tu cosa porti?. Ma cos'è? Cosa vuol dire? Domande che mi sono posto anch'io. Ilaria, del blog Soffici Blog, e super redattrice del Club del 27 lo ha spiegato già nel post di lancio che riporto testualmente:

I Potluck ormai sono la nuova frontiera del dinner party dove ognuno porta qualcosa di preparato da casa, trasportato in un classico contenitore. Le preparazioni vengono poi messe su un tavolo e servite a buffet.

Il libro da cui sono state tratte le ricette di questo mese è Bring it! di Ali Rosen


Tra le tante, come sempre ho scremato, e ho sottoposto alla Manu la mia cernita e, alla fine, ha scelto con mia sorpresa la Ginger Beef.
Semplificando non è altro che la nostra classica tagliata condita con una salsa a base di zenzero e cipollotto.
Nella ricetta originale è indicato il temine scallions che Google mi ha tradotto come scalogno che in realtà è shallot e del resto, dalla fotografia del libro, sembravano proprio cipollotti. La redazione, da me interpellata, mi ha detto di usare il cipollotto.
Casualmente il lunedì successivo a quando ho realizzato questo piatto mi telefona un amico dicendomi che su Rai Uno era in onda un programma a cui partecipava Morgan, quello della mitica giardiniera, che ho avuto il piacere di conoscere in una visita per il Calendario del Cibo Italiano by MTC (vedi qui) e che poi ho rivisto altre volte.
Non ero a casa per cui non ho potuto vedere in diretta la trasmissione che, grazie a Rai Play, ho visto alla sera. Il programma era Buono a sapersi con Elisa Isoardi e il tema della puntata erano cipolle e simili.
Guardando il programma ho scoperto che quello che normalmente intendiamo come cipollotto non è altro che una cipolla precoce, colta quindi prima della maturazione, che in inglese si traduce come spring onion, mentre il vero cipollotto è un ortaggio a sé stante, non facile da reperire nei negozi, che ha la caratteristica di non formare il bulbo e mi è parso di capire che sia questo lo scallion.
Al di là di questa disquisizione ho utilizzato il cipollotto classico.


Nella ricetta originale viene indicato come condimento per la cottura della carne l'olio di canola o altro olio vegetale. Non avevo mai sentito parlare di questo olio per cui ho iniziato una ricerca. Su un sito (qui) ho scoperto che è chiamato anche olio canadese (canola è l'unione di Canada e olio), maggior produttore al mondo, ed è ricavato dalle rape modificate geneticamente perché pare che quello ricavato dalle rape naturali sia nocivo all'uomo.
Su Wikipedia l'olio di canola viene indicato come olio derivato dalla colza ma, in maniera meno dura, afferma sostanzialmente che si tratta di un olio vegetale nato per un uso industriale e che il nome, stessa declinazione del precedente articolo, è servito per distinguerlo dall'olio di colza che ha un contenuto di acido erucico molto maggiore.
Non sono informato sulle rape ma sono certo che la colza viene utilizzata come biomassa anche in Italia e come carburante in altri Paesi.
Io ho utilizzato un classico olio extra vergine d'oliva e vi assicuro che il risultato è eccellente.


Nel leggere la ricetta ho scoperto che la cottura della carne è identica a quella che faccio io per il mio roastbeef in padella insegnatomi dalla mia ex suocera e che è stato oggetto di uno dei miei primi post. Confesso che sono inorridito a vedere com'erano i miei primi post e visto che è una ricetta a cui tengo molto, anche perché piace veramente a tutti, prossimamente la rifarò e ripubblicherò.

Considerazioni finali.
Per la carne non è un problema. Se è di ottima qualità, il taglio è giusto e la cottura è fatta come si deve, il successo è assicurato.
Normalmente la tagliata la cuocio girandola solo 2 volte per lato in modo da formare con i segni della griglia i classici rombi. Essendo cotta in padella ho seguito il consiglio della ricetta e ho girato la carne ogni minuto circa (non ogni 30 secondi) per una cottura totale di 8 minuti a fiamma alta e il risultato è da vedere.
La salsa con noi sfonda una porta aperta visto che entrambi adoriamo i cipolotti e io anche lo zenzero. Confesso che mi sembrava troppa la quantità di zenzero indicata e inizialmente ne avevo grattugiato la metà per poi arrivare a 3/4 ma, con il senno di poi, ci sarebbe stata bene anche tutta.
In definitiva vi consiglio di provarlo. Sono sicuro che stupirà più di uno di voi.
Questo è un piatto che può essere servito a qualsiasi temperatura. La salsa può essere conservata in frigorifero fino a 3 giorni. Consiglio, se possibile, di tagliare la carne all'ultimo momento in modo da preservarne i succhi.

Con questo post partecipo al Club del 27 - Aprile 2018 - Potluck per l'MTC.

Il post con il riepilogo delle ricette partecipanti lo si può trovare sul sito dell'MTC a questo link.



lunedì 16 aprile 2018

TORTA ALLE PERE CON FARINA DI CASTAGNE


Come ho già riportato nel post sulla zuppa di farro il primo weekend del novembre scorso ho avuto il piacere di essere tra gli invitati alla presentazione del progetto della Comunità del Cibo della Garfagnana.
Sono stato ospite, insieme a altri blogger e giornalisti, dell'Unione dei Comuni della Garfagnana che ci hanno presentato i prodotti che fanno della Garfagnana una Terra Unica.
Tra le varie iniziative abbiamo partecipato a una sorta di degustazione di pseudo street food garfagnigni e  tra le tante proposte, la mia preferita è la polenta di formenton 8 file condita con un fantastico ragù. In questa fiera c'era la possibilità di acquistare prodotti tipici locali quali farro, miele, farina di formenton, funghi secchi, marmellate dai gusti particolari e, naturalmente, la farina di castagne.


Una domenica pomeriggio di dicembre mi è venuta voglia di preparare una torta e inizialmente avevo pensato di fare la classica ciambella dei 7 vasetti che di norma fa la Manu. Poi ho pensato che avevo la farina di castagne acquistata in Garfagnana e delle pere che andavano assolutamente consumate. Ho anche sostituito la granella di zucchero che la Manu mette di solito con dei pinoli e lo zucchero a velo.
Ho fatto un adattamento della classica torta ed è venuta una ciambella fantastica tanto che l'ho fatta assaggiare ai miei vicini e ne sono rimasti entusiasti.
La ciambella è risultata con una bella crosticina con l'interno umido solo in prossimità delle pere che comunque. credetemi, hanno un loro perché.


Come detto la torta l'ho fatta a dicembre e l'ho già rifatta almeno altre due volte. Avevo preparato la base del post ma ne avevo sempre rinviato la pubblicazione quando ieri ho visto che la mia cara amica Annarita del blog Il Bosco di Alici ha pubblicato la sua torta di farina di castagne per cui ho deciso di completare il post e pubblicarlo.


martedì 10 aprile 2018

LA TORTILLA DE PATATAS E LA SUA EVOLUZIONE



Con l'MTChallenge n° 72 termina la gara nella concezione che ha sempre avuto.
Personalmente trovo che sia una decisione giusta per non arrivare a una totale disaffezione per una sfida che mi ha coinvolto fin dall'inizio sia per fare ricette che sicuramente senza questo stimolo non avrei mai fatto sia per raccontare attraverso storielle, alcune vere altre totale frutto di fantasia, qualcosa di me ma che negli ultimi tempi mi hanno trovato un po', come dire, svuotato.
Però Alessandra non ci ha sicuramente lasciato orfani di quello che nel tempo si è rivelato uno dei contest più seguiti tra i food blogger.
La Community da qualche tempo è stata coinvolta in varie altre iniziative come il Club del 27, il Mag About Food, il Keep Calm and What's for Dinner e Il Calendario del Cibo Italiano by MTC e, da settembre avremo l'MTCollege che sarà una vera e propria scuola di cucina con docenti, allievi e voti.
Questa sfida e quelle di maggio e giugno serviranno a selezionare, 8 per sfida, gli allievi ammessi al primo corso che si aggiungeranno a Manuela Valentini del blog Profumi e Colori ammessa di diritto in quanto l'unica ad aver partecipato a tutte le sfide dell'MTChallenge (la ola non è assolutamente fuori luogo).
Mi sembra inutile dire che la mission sarebbe di rientrare tra questi 24.


Il tema della sfida n° 72, proposto da Mai del blog Il Colore della Curcuma è la Tortilla de Patatas per una chiusura ideale del cerchio visto che la sfida n° 0 aveva come tema l'uovo e la n° 1 proprio la Tortilla di Patate.
La sfida di questo mese impone la realizzazione della tortilla così come proposta dalla Mai e un altro piatto a propria fantasia che abbia come base la tortilla e la cottura di almeno un ingrediente in padella.
E quest'ultima mi ha dato il pretesto per fare una cosa che da qualche tempo avevo in mente.
Per quanto riguarda la tortilla classica, visto che il regolamento lo prevede, agli ingredienti classici ho aggiunto la salamina bresciana per dare un pizzico di territorialità. Ho accompagnato la tortilla con quello che è il mio contorno per eccellenza, i peperoni e le zucchine grigliate la cui ricetta la si trova qui.


Per il piatto di "fantasia" ho cotto le patate nello stesso metodo e con la stessa padella utilizzata per la tortilla classica solo adoperando meno olio e, alla fine, le ho frullate per ottenerne una crema.
Ho fatto poi due salse, una con degli spinaci freschi scottati in padella e frullati e l'altra con i peperoni grigliati anch'essi frullati.
Gli spinaci li ho anche utilizzati in foglia per fare da base all'ingrediente principale di questa ricetta: l'uovo intero fritto con l'interno cremoso.
Infatti non ho fritto un uovo sodo ma un uovo che ho prima congelato, sgusciato, impanato e fritto.
Il risultato, più che evidente nella prima fotografia, mi ha assolutamente soddisfatto ed il piatto è venuto proprio come l'avevo pensato e progettato.


Con questa ricetta partecipo al contest MTChallenge n° 72 di aprile 2018



domenica 8 aprile 2018

TAGLIOLINI ALLO ZENZERO


Ecco un'altra ricetta per questo bimestre del Recipe-tionist ospitato da Valentina e il suo blog Profumo di Limoni.
Anche questa volta una pasta. Quando ho letto la ricetta mi ha subito ispirato perché adoro lo zenzero. Non per niente ho chiamato la mia cagnolina Ginger.
Nella sua ricetta Valentina usa come decorazione della menta fresca. Io non l'ho utilizzata perché alla Manu non piace e l'ho sostituita con dei fiori, margheritine e violette che in questi giorni tappezzano i prati attorno a casa nostra.


Nella ricetta Valentina utilizza i semi di papavero e volevo fare lo stesso.
Ero convinto di averli in dispensa ma mi sbagliavo e, visto che me ne sono accorto, mentre stavo preparando il piatto, ho ripiegato con dei semi di sesamo leggermente tostati.
Devo dire che si sono sposati bene con gli altri ingredienti anche se i semi di papavero sono effettivamente più coreografici.


I tagliolini li abbiamo preparati la Manu ed io. Qualche giorno fa avevamo fatto i casoncelli e ci era avanzato un po' di impasto che avevo congelato. Questo piatto è stata l'occasione per riprendere l'impasto e con la Nonna Papera abbiamo preparato i tagliolini fantastici.
Per l'impasto vedi qui.
Alla fine è una ricetta semplice e rapida di indubbio gusto e che sicuramente rifaremo.

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Marzo - Aprile 2018




domenica 1 aprile 2018

IL CONIGLIO DI NONNA ITALIA


Ed eccomi con la seconda ricetta per il Recipe-tionist di questo bimestre che come detto in precedenza è Valentina del blog Profumo di Limoni, il coniglio di nonna Italia
Ho scelto questa ricetta perché il coniglio fa parte della mia personale dieta. Dico personale perché la Manu non lo mangia visto che ha cattivi ricordi di quando, bambina, li vedeva uccidere dl suo papà, per cui lo faccio solo per me.
Per questo sono sempre incuriosito quando vedo ricette diverse da quelle che sono solito utilizzare quando preparo questa carne.


Rispetto alla preparazione di Valentina io ho usato il metodo ortodosso di nonna Italia utilizzando una pentola normale, e non quella a pressione, aggiungendo acqua a seconda della richiesta della carne.
Questo metodo di cottura consente di ammortizzare il sentore selvatico che accompagna questo tipo di carne se gli animali sono allevati come si usava una volta.
Il mio ricordo diretto è legato al fratello di mio padre, lo zio Tarcisio, che ne allevava un buon numero e, ricordo, li allevava in uno stato semi libero in quanto ognuno aveva la sua gabbia ma durante il giorno li lasciava circolare liberi in un area recintata.
Ora non conosco nessuno che alleva conigli per poter andare a comprarlo direttamente per cui mi affido a un macellaio "di fiducia" che vende sia quelli da allevamento intensivo che quelli allevati tradizionalmente; chiaramente a dei prezzi nettamente diversi.
La differenza si avverte sicuramente al gusto ma anche nei tempi di cottura in quanto la carne è decisamente più soda.


L'intingolo poi mi ha ispirato moltissimo in quanto adoro il rosmarino anche se non avevo mai pensato di utilizzarlo in maniera così massiccia.
Nel suo post Valentina, nelle note, indica che la foglia di alloro va spezzettata ma questo non è un vezzo di nonna Italia. Infatti, per poter rilasciare appieno il suo aroma e profumo, la foglia di alloro va rotta. Provate ad annusare la foglia prima e dopo e vi renderete conto della differenza.

Concludo ringraziando sia Valentina che la sua nonna per avermi fatto conoscere un'altra ricetta per cuocere la mia carne preferita.

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Marzo - Aprile 2018



martedì 27 marzo 2018

TI FACCIO N'UOVO - HAWAIIAN SWEET ROLLS


Ti faccio n'uovo è il titolo dell'argomento del mese di marzo per il Club del 27. La scelta doveva essere fatta tra le ricette tratte dal libro The Perfect Eggs di Teri Lyn Fisher e Jenny Park.
Ne avevo prese in considerazione diverse ma alla fine ho scelto questa che mi ricorda nella forma il Danubio che mi piace moltissimo..


Rispetto alla ricetta originale che riporto integralmente ho fatto solo una pirofila da cm 18x25 e ho dimezzato le dosi riportate.
Le uova previste sono 3 per l'impasto e uno per la lucidatura della superficie. Io ne ho utilizzate due leggermente sbattute da cui ne ho prelevato circa un quarto per la lucidatura mentre il resto l'ho messo nell'impasto.
Ho rispettato quantità e preparazione ma ho avuto qualche problema con la lievitazione. La prima lievitazione è durata quasi 3 ore e l'impasto era quasi raddoppiato.
Vista la dimensione della pirofila che ho utilizzato ho suddiviso l'impasto in 8 sfere, ho coperto con la pellicola e l'ho rimesso a lievitare. Dopo 2 ore le sfere erano sì cresciute ma non raddoppiate.
Sempre per una questione di tempi ho eseguito la cottura durante la quale le sfere sono cresciute ancora un po', ma non quanto mi aspettassi.


Il risultato ottenuto sono stati dei rolls decisamente buoni anche se mi aspettavo di sentire maggiormente il sapore dell'ananas. Peccato che la lievitazione non sia stata assolutamente perfetta e sono risultati un po' troppo compatti.
Non son riuscito a capire il perché ma sono pronto a rifarli perché il gusto e veramente piaciuto. La prossima volta mi prenderò più agio nei tempi e aspetterò pazientemente il raddoppio.
Il mese scorso avevo concluso il mio post del Club del 27 sconsigliando la pasta che avevo preparato quanto meno nelle dosi e nel procedimento.
Questa volta invece mi sento di consigliare di preparare questi rolls perché sono sicuro che non vi deluderanno.
Dimenticavo; li ho mangiati, oltre che da soli, anche accompagnati dalla mia confettura di fragole aromatizzata allo zenzero. Ci stava benissimo.

Con questo post partecipo al Club del 27 - Marzo 2018 - Ti Faccio N'Uovo per l'MTC.

Il post con il riepilogo delle ricette partecipanti lo si può trovare sul sito dell'MTC a questo link.



domenica 25 marzo 2018

PENNETTE CON PHILADEPHIA E PANCETTA AFFUMICATA


Questo bimestre il blog Recipe-tionist è Profumo di Limoni di Valentina.
Come sempre la prima cosa è stata quella di andare a curiosare tra le sue ricette e a salvare quelle che mi hanno fatto venire voglia di provare a farle.
Alla fine mi sono ritrovato con decine di ricette selezionate e la scelta si è fatta dura.
Tolgo la sorpresa e premetto già che questa volta non parteciperò con una sola ricetta anche perché, al momento, ne ho già fatte almeno un altro paio.


La scelta di questa ricetta nasce dal post di Valentina in cui riassume perfettamente il concetto del come un piatto, magari all'inizio non ti dice un gran che ma dopo che l'hai assaggiato ti sorprende.
Anche con la Manu è stato così. Quando le ho detto gli ingredienti ha fatto una smorfia che non aveva nulla di positivo. Quando l'ha assaggiata è rimasta sorpresa e mi ha confermato che non si sarebbe mai aspettata una pasta così gustosa. 


Confermo che il Philadelphia è perfetto per questa preparazione infatti riesce ad assorbire il sapore della pancetta esaltandolo.
Alla fine, grazie a Valentina, ho scoperto una pasta semplicissima e velocissima ma con un gran sapore.
Nella sua ricetta Valentina ha decorato il piatto con foglie di origano fresco (almeno mi sembra). Io non l'ho trovato e l'ho sostituito con il prezzemolo che, credetemi, ci sta benissimo.
Ho utilizzato il pepe bianco e non quello nero solo per una questione visiva.

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Marzo - Aprile 2018